capitolo primo: il fatidico incontro
ovvero: come tutto precipitò velocemente nel baratro delle stranezze
o anche il primo giorno fuori dal nido materno
era una notte buia e tempestosa... ok non lo era: non era notte, non pioveva ma c'era qualche nuvola. di fatti era il grigio pomeriggio di una giornata autunnale e io mi ritrovavo a vagare per le altrettanto grigie periferie della mia città senza una vera e propria meta.
perché mi domandate? avevo una missione: trovare un tetto sotto cui dormire quella notte e possibilmente una dimora stabile per i prossimi mesi.
avevo ormai perlustrato ogni centimetro delle vie vicino al polo universitario e di appartamenti in affitto nemmeno l'ombra...
o meglio... di appartamenti c'è n'erano a bizzeffe ma a quanto pare nessuno cercava un coinquilino come me.
che poi... chissà perché! sono un ragazzo tranquillo ed educato io!
oddio! a proposito di educazione: non mi sono presentato! che direbbe mamma?!
il mio nome è Mimi, cioè non proprio, quello vero è Amilcare Alfei ma sono Mimi per gli amici e i parenti e gli sconosciuti... ormai mi chiamano tutti così che ci posso fare io?!
tra l’altro credo che sia uno dei motivi per cui ho perso l’ultimo appartamento che ho visitato: ho scambiato qualche messaggio con la padrona e lei mi ha detto che sarebbe stata felice di farmelo visitare, sono andato la e dopo 5 dico 5 minuti mi ha cacciato dandomi del imbroglione, del frocio e del transessuale...
a quanto pare pensava che fossi una ragazza.
e ci ha messo 5 minuti a capirlo? non sono poi così femminile! si sono un po’ basso e ho dei lineamenti delicati ma non sembro una ragazza! ho una barba! ok sono solo quattro peli matti ma ne vado fiero! eppure mi continuano a scambiare per una ragazza, questo potrebbe spiegare perché padre mi ha buttato fuori di casa...
e a sua volta questo ci riporta alla motivazione del mio girovagare vagabondo, infatti quella stessa mattina il mio poco presente padre, appena ritornato dall’America e con gli ormoni ancora sballati dal cambiamento di fuso orario, ha deciso che io non ero abbastanza uomo per essere suo figlio... e per farmi diventare più uomo mi ha dato un’ora per fare le valigie e poi mi ha chiuso la porta dietro le spalle con un “buona fortuna torna quando saprai cosa vuol dire essere un un vero uomo”...
e mamma è stata li a guardare senza battere ciglio! mi sarei almeno aspettato un pianto solidale, non dico tanto, almeno un po’ di amore materno! ma niente!
*sigh* cos’ho fatto di male nella vita?
in quel momento il mio treno di pensieri venne interrotto da un marciapiede
un marciapiede particolarmente scassato e dissestato
e ancora più in particolare da una buca in cui la punta della mia scarpa, per mia sfortuna, s’incastrò con decisione
e perché non avrebbe dovuto visto il trend che aveva caratterizzato la mia giornata fino a quel momento...
non devo neanche precisare che finii steso a terra con la faccia piantata sul duro asfalto...
sigh ho già detto che odio la mia vita? no? bhè odio la mia vita!
mi tastai intorno tentando di rialzarmi, di fronte a me tintinnarono dei campanellini, in un secondo il mio campo visivo venne riempito da una gonna a balze viola orlata di campanellini dorati
-o cielo! ti sei fatto del male figliulo?-
la voce aveva un tono mieloso che però mi suonava vagamente strano alle orecchie, troppo basso per una donna ed un po’ rauco
alzai ancora gli occhi e mi ritrovai a fissarli in un viso decisamente maschile inutilmente semi nascosto dal trucco e veli colorati
la donna che donna non era mi offrì una mano, la presi e venni trascinato in piedi con forza, altro punto a favore della teoria che non era affatto una donna.
ringraziai automaticamente continuando a fissarla cioè lo
era, a quanto pare, un uomo piuttosto alto, vestito alla zingara, quel poco che vedevo tra i veli mi mandò un brivido giù per la schiena
gli occhi bhè i suoi occhi erano di un viola quasi porpora e la pupilla aveva uno strano bagliore aranciato... definitivamente non normali se me lo chiedete
e di cose non normali nei miei 20 anni di vita ne avevo già viste tante e sapevo che potevano causare solo guai
-bhè? qualcosa di rotto?-
ah già mi ero dimenticato di risponderle ehm rispondergli! sigh che confusione
mi tastai le gambe e i gomiti, grazie a dio per le piccole cose, non sanguinavo
-tutto bene grazie-
lui annuì facendo tintinnare campanellini e ciondoli vari, ne aveva un sacco al collo,
alcuni abbastanza sinistri... soprattutto un occhio di vetro particolarmente realistico.
-bene- fece una piroetta tornando a sedersi dietro ad un tavolino coperto con altri veli e con amuleti e oggetti vari sparsi sopra
-bhè ragazzo mio, che ne dici di una lettura di carte? il mio terzo occhio mi dice che stai passando un brutto periodo, le carte potrebbero portarti consiglio!-
brutto periodo... si a quanto pare il terzo occhio ci aveva preso ma, va bhè, anche un ceco se ne sarebbe accorto, decisi di fidarmi comunque, tanto cosa poteva andare male? cioè ancora più male di come mi stavano andando le cose...
mi avvicinai al tavolino mentre lui cominciava a mescolare un mazzo di carte consunto
-ehmm va bene signor...a?-
-oh cielo che sbadata non ti ho nemmeno detto il mio nome! io sono Madama Suerte!-
mi tese una mano col palmo rivolto verso al basso, che si aspettasse che gli baciassi la mano? oddio forse era veramente una donna!
bhè mamma mi aveva fatto leggere il galateo da piccolo quindi perché non metterlo in pratica?
presi con delicatezza la mano che mi aveva porso e accostai le labbra toccando appena le dita, lei annuì con un “mh mh” di approvazione.
mi rialzai ma lei resto a guardarmi in attesa, oh cielo! non mi ero presentato
-p-piacere signora cioè Madama Suerte i-io mi chiamo Mimi!-
-oh che caro ragazzo, siedi, siedi-
il tono continuava ad essere suadente e zuccheroso ma sapeva un po’ da aspartame... nel senso che suonava un tantino finto e poco rassicurante
mi sedetti sul piccolo sgabello davanti a lei sempre meno convinto
-ehmm come dovrebbe funzionare?-
lei sgranò gli occhi
-nessuno ti ha mai letto le carte?-
-ehmm no?!-
nel senso... mi sembra che non sia un passatempo in voga, così il sabato sera dopo la discoteca i giovani vanno a farsi leggere le carte... non mi sembra proprio!
comunque non divaghiamo anche perché gli eventi che avrebbero seguito quella conversazione sarebbero stati pivotali per il resto della mia esistenza... drammatico, lo ammetto, ma la verità è questa!
la cartomante mi guardò e qualcosa brillò nei suoi occhi dandole un’aria ancora più strana
-sai come funzionano le carte?-
scossi la testa
-una mia amica è appassionata di i ching ma non mi ha mai parlato di carte-
-ah l’ i ching, il libro dei mutamenti! che cara ragazza! molto bello ma poco preciso... meglio i tarocchi, guarda:-
aprì a ventaglio le carte rovesciando parte dei gingilli sparsi sul tavolino
-questo è un mazzo di tarocchi, sono il mezzo di divinazione per eccellenza, uno dei più precisi e completi in esistenza, un mazzo è formato da 78 carte che si dividono in arcani minori ed arcani maggiori, gli arcani minori sono un po’ come le briscole o il poker non ricordo bene ma non ha importanza, diciamo che in comune con le carte da gioco hanno i semi e alcune figure, i tarocchi hanno 4 semi: coppe, bastoni, spade e denari o pentacoli come si preferisce, ogni seme ha 10 carte numerate dall’uno al 10 a cui si aggiungono le figure o carte di corte: fante, cavallo, regina e re, a queste 56 carte vanno aggiunti 22 arcani maggiori chiamati anche i trionfi, essi sono i pilastri portanti dei tarocchi le carte con più significati e con maggior importanza, sono numerate dal 1 al 21 più il matto che non ha numerazione, è la carta che oggi nel poker è rimasta come jolly, quella da dove tutto inizia! ci sono varie interpretazioni degli arcani maggiori una è proprio quella del viaggio del matto che come un’apprendista viene iniziato ai segreti e i misteri del destino e prosegue nella sua strada tortuosa fino a giungere al giudizio e poi al modo, ogni carta rappresenta una figura con determinate virtù, particolari connotazioni e significati esoterici.
interrogandole è possibile conoscere passato presente e futuro per esempio fammi una domanda!-
la guardai stralunato matti? carte? tutti quei numeri... durante la lezione improvvisata avevo faticato a starle dietro ma va bhè ormai ci ero abituato: Vivi mi faceva gli stessi discorsi sull i ching... ehmm una domanda... che domanda le faccio...
-quanti anni ho?-
la cartomante mi lanciò un occhiataccia, si lo so che domanda idiota, m’indicò comunque il mazzo di carte coperte
-pesca, anche se non c’è molto da dire sulla tua età-
imbarazzato pescai una carta a caso dal ventaglio che avevo davanti gliela porsi e lei la girò
sgranai gli occhi: li in bella vista c’era il numero 20 sovrastato da delle... tombe? con gente che usciva fuori indicando un angelo che suonava una... tromba? non molto rassicurante ve lo assicuro però in effetti 20 anni li avevo!
-oh...-
lei scosse la testa divertita mentre chiudevo la bocca imbarazzato
-si funziona, anche con le domande stupide-
rimise la carta a posto e rimescolò il mazzo
-ma non è questo che vuoi sapere no? c’è qualcos’altro che ti pesa sulla coscienza: qualcosa di più importante...-
qualcosa di più importante mh?! bhè se le carte funzionavano veramente avrei potuto chiedere come sarebbe andata a finire la mia storia: se padre mi avrebbe ripreso a casa, se sarei mai diventato un vero uomo, se avrei mai capito cos’era un vero uomo.
ma avevo domande più pressanti tipo: troverò un appartamento, mi basteranno i soldi sul bancomat, come fare a continuare l’università senza perdere un anno...
troppe domande non riuscivo a scegliere
-mh... non si può fare qualcosa di più generale? tipo... come andrà la mia vita?-
lei inclinò un attimo la testa pensierosa
-bhè si immagino si possa fare... hai molti pensieri in testa non è così caro?-
-ehm si, decisamente si-
-bhè allora procederemo con una croce celtica, così per fare una lettura generale-
mi tese il mazzo -taglia-
alzai il mazzo e lo divisi in due parti, lei le riprese riunendole e cominciò a disporle sul tavolino a formare una croce da cinque con affiancate altre quattro carte, la osservai con interesse, chissà cosa sarebbe uscito...
finito di disporre le carte Madama Suerte girò quella al centro e la scrutò per qualche secondo per poi guardarmi negli occhi con uno strano sguardo
-la carta centrale, la prima ad essere scoperta, simboleggia la situazione attuale del consultante, cioè te, in questo caso è il 2 di spade, le spade sono delle carte capricciose
il due soprattutto è una carta di estrema tensione, simboleggia un periodo difficile nel processo di evoluzione dell’individuo-
tutto ad un tratto sentii la sua attenzione focalizzarsi su di me come se finalmente, dopo 10 minuti che mi aveva davanti, le fossi parso interessante per la prima volta
-tu... hai avuto delle incomprensioni e ti sei ritrovato a lottare per il tuo futuro, stai ancora lottando perché qualcuno ostacola il cammino verso la pace psico fisica...-
girò la seconda carta con aria interessata a primo sguardo non sembrava positiva, raffigurava infatti una torre colpita da un fulmine; deglutii nervosamente.
-mmm la torre, si si... giusto! è una carta che parla di cambiamenti forti e improvvisi, quel litigio di cui parlavo ha avuto come conseguenza una rottura... e per questo che ti trovi qui no? te ne sei dovuto andare lasciandoti alle spalle la tua vita tranquilla, partendo alla ceca verso l’ignoto-
mi ritrovai ad annuire, sorpreso, fino a quel momento aveva detto esattamente quello che mi era successo, non sapevo se essere preoccupato o rincuorato, se era così brava allora forse avevo speranza in un consiglio per risolvere la situazione ma se invece pur essendo brava non mi avesse dato speranze o anzi brutte notizie...
venni distratto dal tintinnio che accompagnò il girarsi della terza carta, la cartomante rise
giuro che per un momento considerai la fuga!
-questa e bella! la ruota! ragazzo mio a quanto pare per ora le carte non si esprimono sul tuo futuro... sei ancora in balia del destino, in questo momento tutto potrebbe succedere, nel bene e nel male: la tua vita è una strada aperta, una banderuola in balia dei venti della sorte-
-e questa è una cosa brutta?
-no assolutamente! in se la ruota non è malvagia come carta, bisogna vedere le carte intorno, andiamo avanti...-
cominciavo a sudare freddo, questa lettura mi stava veramente coinvolgendo, molto di più del i ching di Vivi
-ah la luna! povero ragazzo! che famiglia devi avere! oppressiva, con una forte figura femminile che ti ha trascinato sotto la sua ala nell’infanzia influenzandoti profondamente-
oh parlava di mamma? bhè in effetti mi vestiva da bambina perché voleva una femmina ma non mi ha trascinato poi tanto... ok forse si ma non è una cosa maligna no?
-e poi il re di spade... oltre che una madre pressante hai avuto anche un padre severo in parte deluso probabilmente dalle influenze che tua madre ha avuto su di te-
strabuzzai gli occhi sempre più incredulo... padre mi aveva buttato fuori di casa proprio perché deluso dal mio essere poco maschile, probabilmente a causa dei vestiti che mi compra mamma che poi... sono abbastanza maschile anche coi pantaloni stretti grazie mille! anzi si vede ancora meglio ma non scadiamo nel volgare...
-poi vediamo... ha! il diavolo-
questo non poteva essere un buon segno giusto?!
-mhhh aspetta aspetta...-
la cartomante cominciò a girare in fretta tutte le carte rimaste era visibilmente sempre più concentrata e probabilmente... eccitata? era eccitazione quella che leggevo nel suo viso?
i veli mi impedivano di leggerla correttamente ma ero convinto di si
tutt’a un trattò si alzò, con un movimento brusco si strappo’ veli e scialli di dosso e si mise un cappello in testa
e in quattro e quattr’otto non avevo più di fronte una cartomante sedicente ma un elegante uomo in frac e tuba con lunghi capelli neri e occhi brillanti d’eccitazione
-ragazzo mio il tuo destino è segnato!-
io, capitemi, ero rimasto completamente basito dal cambiamento
oltre che l’aspetto ora decisamente maschile, tra l’altro dov’era finito il trucco? e anche la voce era più profonda e oserei dire seducente
la cartomante ora signore affascinante alzò due carte mettendomele sotto gli occhi
-lo vedi?-
scossi la testa senza capire erano figure... niente che mi dicesse qualcosa... a parte il diavolo, quello mi puzzava di guai
-dimmi cosa vedi!-
-ehm... un diavolo e un fante di- scrutai meglio la carta -bastoni?!-
lui ghignò con gli occhi brillanti
-esatto! adesso ti spiego-
mi mise una mano sulla spalla con fare cospiratore
-questo ragazzo mio sei tu- disse indicando il fante -e questo- continuò indicando il diavolo -questo sono io! e insieme- trasse un’altra carta dal tavolo il bagatto mi sembra -insieme abbiamo del lavoro da fare- ripose le carte e chiuse il tavolino facendo scomparire tutto in una valigia di pelle alla Mary Poppins
mi prese sotto braccio e mi trascinò in una camminata veloce verso il centro, feci appena in tempo ad agguantare la mia valigia prima di lasciarla in mezzo al marciapiede... non si preannunciava niente di buono
-ragazzo mio insieme siamo destinati a fare grandi cose, grandissime cose! il nostro è un incontro deciso dal destino!-
continuavo a non capire cosa stesse dicendo ma non riuscivo a divincolarmi e quindi mi ritrovai a seguirlo
-ehm... g-grandi cose di che tipo?-
lo scintillio maniacale nei suo occhi si intensificò ancora di più
-tu mio caro Mimi sei destinato ad essere il mio assistente!-
cercai di frenare ma per quanto m’impuntassi coi piedi il cartomante era troppo forte
-come il tuo assistente?!?-
-ah già che sbadato non mi sono ripresentato! il mio nome è Destino! chiamami pure D!-
come se questo chiarisse molto...
-ehm signor Destino...-
-ho detto che puoi chiamarmi D-
provai a ricominciare
-ehm signor D... mi chiedevo... lei che lavoro fa?-
lui sbatte le ciglia innocentemente
-un po’ di questo e un po’ di quello ma non ti preoccupare: ti piacerà-
ne dubitavo fortemente ma non riuscii a dare voce alle mie preoccupazioni
-comunque... pensiamo prima al tuo problema: stai cercando un appartamento vero?! ma si che sciocco! certo che è vero le mie carte non sbagliano mai!-
sgomento era l’unico aggettivo che si avvicinava anche solo vagamente al mio stato d’animo... forse stavo andando in shock, tutto intorno a me sembrava più ovattato e cominciava a girarmi la testa
-bhè io ragazzo mio ho l’offerta che fa al caso tuo: un appartamento completamente gratis, pasti compresi in cambio di un saltuario lavoro come mio assistente!-
questo non spiegava cos’avrei dovuto fare ma non sembrava male come prospettiva... a meno che non mi avesse costretto a prostituirmi o cose simili... ma non mi sembrava il caso, meglio comunque chiedere
-ehm... signor D?-
-si figliolo? dimmi cosa ne pensi-
-penso che sia un’offerta generosa ma non mi ha ancora chiarito che tipo di mansioni dovrei svolgere... niente di illegale vero?!-
lui si fermò per un momento e mi scrutò negli occhi
-ti sembro il tipo da compiere azioni illegali?-
il mio cervello gridava a gran voce “si!” ma per l’offerta stupenda che mi aveva proposto mi costrinsi a rispondere di no
-n-no assolutamente anche se forse il cartomante non è un lavoro convenzionale...-
-oh se è di quello che parli non ti preoccupare, lo faccio a tempo perso, di solito faccio lavoretti qua e la, tipo un legamento per una ragazzina, un’investigazione per una vecchia signora, qualche poltergeist scacciato, fantasmi banditi... cose del genere-
aaah ok quindi tutto normale... no aspetta un secondo non c’era niente di normale in quello che aveva detto!
-f-fantasmi?-
mi guardò come se mi fosse spuntata un’altra testa
-si fantasmi! proprio tu me lo chiedi!-
-proprio io in che senso?-
-tu li vedi no? gli spiriti intendo-
deglutii a vuoto e per poco non mi soffocai con l’aria, rimasi a tossicchiare in mezzo al marciapiede mentre il signor D mi dava delle pacchette sula schiena
bhè almeno non ero svenuto, non come quella volta alla recita scolastica...
-su su ragazzo mio non pensavi mica che non me ne fossi accorto?! perché altro avrei dovuto assumerti?! è ora di far fruttare le tue qualità! metterle a servizio dell’umanità!-
forse questo sarebbe il momento giusto per menzionare che vedo i fantasmi non è così?!
molto probabile... li vedo bhè come la gente normale vede il resto della gente... sono figure in mezzo alle altre, si riconoscono perché non interagiscono con quello che hanno intorno e perché sono un po trasparenti per il resto sembrano persone normali... un po’ stralunate e decisamente strambe ma normali.
li vedo da quando sono piccolo, forse li ho sempre visti, all’inizio non avevo nemmeno capito cos’erano, madre mi aveva portato da mille psicologi diversi ma nessuno se la sentiva di dirle che suo figlio era pazzo, almeno secondo la scienza ufficiale, così si limitavano a parlare di amici immaginari e cose simili. dicendo che ero un bambino riservato e chiuso nel mio mondo, un bimbo che non amava la solitudine... che poi... come fa uno a stare da solo con altri sei fratelli? erano sempre intorno a me a tirarmi le treccine e bullarmi... si avevo delle treccine! ora per fortuna i miei capelli sono più corti, ho già detto che mamma voleva una femmina no?!
comunque io ho una teoria: secondo me c’entra l’essere il settimo figlio maschio
non erano le settime figlie femmine ad essere accusate di stregoneria?
bhè io di certo non sapevo volare sulle scope ma ai fantasmi ci parlavo eccome
e questo a quanto pare mi aveva condotto alla situazione attuale: trascinato per la città da un cartomante con una prominente vena di pazzia... non chiedetemi come facevo a saperlo, che fosse pazzo intendo, per me nessuno con quella luce negli occhi era sano di mente, soprattutto considerando che all’inizio si era presentato come Madama Suerte!
finii di tossire e fissai il cartomante in questione
-ma tutto ciò lo ha veramente letto nelle carte?-
lui si calò la falda del cappello sulla fronte con aria superiore
-tze tze mio caro Mimi le mie doti di chiaroveggente sono pressochè infinite, il mio terzo occhio è spalancato, pronto a captare ogni più piccola vibrazione psichica-
-e quindi io a cosa servirei?-
-ho detto che ho un terzo occhio potente non che sono uno e trino: non posso sdoppiarmi! ho bisogno di un’assistente con delle doti come le tue per alleggerire il lavoro!-
cominciavo a capire dove voleva parare, altro che incontro scritto nel destino, questo era un vero e proprio cogli l’attimo e soprattutto approfitta dell’occasione che ti si presenta davanti! pazzo e pure opportunista!
comunque non potevo permettermi di rifiutare infondo di cose strane ne avevo viste a bizzeffe che male avrebbe potuto farmi vederne qualcuna in più?
e in più compreso nell’affare c’era un appartamento con vitto e alloggio completamente gratuiti, la mia coscienza mi impediva di dire di no per quanto il mio cervello razionale mi avvisasse che c’erano molti guai in vista se decidevo di seguire quella losca figura
soppesai attentamente le mie possibilità e alla fine decisi
-ok! verrò con lei: signor D da oggi ha un’assistente!-
lui mi fece un sorriso tutto denti, un sorriso da stregatto
-sapevo che avresti fatto la scelta giusta Mimi!-
tutto ad un tratto ci fermammo davanti al portone di un palazzo piuttosto antico
-questa ragazzo mio sarà la tua casa a partire da...- aprì le porte con fare teatrale -ora!-
eum... ok! teatrale ma ok! benissimo potevo accettare un po’ di stranezza! niente di novo su quel fronte... mi feci coraggio e varcai il portone
-il nostro appartamento è al terzo piano... prendiamo l’ascensore? così non devi trascinarti il bagaglio-
aveva appena detto nostro? oh bhè come se non me lo fossi già immaginato...
-si meglio l’ascensore grazie! comunque signor D volevo chiederle...-
mi fermai perché non mi stava ascoltando, era troppo occupato a premere tutti i bottoni nella pulsantiera alla destra dell’ascensore
a quanto pare tutti tranne quello giusto perché niente si muoveva
mi avvicinai e premetti il pulsante di richiesta e l’ascensore si mise in moto per scendere dal piano sopra, in meno di un minuto le porte si aprirono con un ding
il cartomante mi guardò stupefatto
-oh... dovrai insegnarmi come si fa, io non uso mai questi aggeggi-
mmh ok... annuii e trascinai il mio trolley nell’ascensore, il cartomante mi seguì circospetto, premetti il pulsante del terzo piano e l’ascensore partì
notai che il signor D si aggrappavo un po’ troppo forte al corrimano ma va bhè... strano era strano probabilmente era così fuori dal mondo normale da non avere molta dimesticità con la tecnologia... mh speravo vivamente che il palazzo avesse un accesso ad internet se no ero finito!
arrivati al piano il cartomante saltò nel pianerottolo senza nemmeno aspettare che le porte si aprissero del tutto e si diresse verso una porta laccata di nero, feci per seguirlo ma qualcosa mi blocco la strada, o meglio qualcuno
-waaargh uuooo ah aaaaah!-
di fronte a me stava una signora sulla settantina con i capelli che le schizzavano da tutte le parti, una bocca molto sdentata e uno sguardo completamente folle
-uaargh! yaaaa!-
ehm... ok... a quanto pare la casa, come tutte le case vecchie, era infestata... cominciamo bene!
cercai di passare la signora ma lei continuò a gridarmi contro gesticolando ampiamente
-ehm signor D?-
lui si girò, a quanto pare stava cercando le chiavi nella sua valigia senza fondo
-si Mimi?-
-da quanto tempo è che abita in questo palazzo?-
lui ci pensò un attimo, nel frattempo alla signora pazza si erano aggiunti un paio di spiriti di gatti
-non ricordo comunque un bel po’ perché?-
i gatti fantasma erano diventati una mezza dozzina
-sa per caso se qui abitava una donna con dei gatti?-
ok adesso erano almeno 15 cominciavo a preoccuparmi...
-mmmh si la signora Katrina, è morta qualche anno fa... perché? oh! non dirmi che è ancora qui?! riesci a comunicare con lei?-
si avvicinò a me pestando qualche gatto fantasma o meglio passandoci attraverso, nel frattempo erano diventati almeno una trentina, faticavo a vedere il pavimento; la donna, Katrina, continuava a gridarmi conto cose senza senso
-comunicare non molto ma è qui... con i suoi gatti...-
lui si lasciò scappare una risatina bassa quasi un singhiozzo
-si ne ha sempre avuti molti-
he he... questo spiegava l’ammasso di spiriti gatto che si stava espandendo sempre di più intorno alla padrona
-la Katrina! che ricordi... un tipo poco a piombo te l’assicuro, adesso come la vedi?-
spostai lo sguardo dai gatti al cartomante per poi dare un’occhiata a Katrina e poi tornare a fissare il signor D
-ehm... la vedo... probabilmente come se la ricorda... piena di gatti e poco a piombo-
mmm poco a piombo era un eufemismo: era completamente pazza!
proprio in quel momento sentii un miagolio noto dietro di me, mi girai appena in tempo per vedere una palla di pelo rossa tuffarsi in mezzo agli altri gatti
-Conan torna qui!-
Conan altresì noto come Conan il distruttore era stato il mio primo e ultimo gatto, dico era stato perché qualche anno prima era deceduto ma il suo fantasma ogni tanto passava a trovarmi, Conan mi era stato regalato da mio fratello Amadeo perché non mi sentissi solo dopo la sua partenza per una famosa università all’estero, Amadeo era l’unico dei miei sei fratelli che era gentile con me, capitemi che al solo pensiero di vederlo partire il mio più giovane me era caduto nella più completa e buia disperazione, a dispetto dei suoi buoni propositi Conan non era servito a molto, anzi, aveva portato con se un sacco di guai, si era infatti meritato il soprannome di “il distruttore” appena una settimana dopo il suo arrivo quando il conto dei danni aveva già raggiunto una cifra esorbitante
poi un anno e mezzo dopo così come era arrivato se n’era andato: con un grande crash e un lampadario di cristallo completamente distrutto... solo che al suo arrivo aveva schivato la caduta mentre invece la seconda volta il lampadario l’aveva preso in pieno.
il suo fantasma aveva ancora addosso qualche decorazione di cristallo scheggiata...
in quel momento si stava strusciando in mezzo a quello che stava rapidamente diventando un oceano di gatti
decisi che se la poteva cavare da se e cercando di schivarne il più possibile mi avvicinai alla porta
-ha trovato le sue chiavi signor D?-
lui si riscosse dai suoi pensieri e mi mostrò orgoglioso un mazzo di chiavi enormi
-eccole qui! e queste- disse porgendomene un paio -sono le tue!-
aprì la porta e si scosto con un mezzo inchino presentandomi l’entrata
-benvenuto!-
rimasi bloccato sulla soglia come una statua di sale
l’ingresso era una delle stanze più incasinate che io avessi mai visto in tutta la mia giovane vita e di stanze in disordine ne avevo viste parecchie dato che i miei fratelli erano professionisti della confusione.
il cartomante mi spinse un po’ facendomi fare un passo in avanti, un passo in quella discarica di strani oggetti e lerciume, Dio mio non si vedeva neanche il pavimento!
-suvvia suvvia non c’è niente che morde, entra pure!-
entrai con circospezione cercando di non calpestare gli oggetti non identificati che popolavano il pavimento, impresa quasi impossibile ci tengo a farlo notare.
la stanza dopo il piccolo ingresso era ancora peggio: un salotto con mobilio spaiato e troppe cianfrusaglie appese alle pareti con una carta da parati a fantasia molto retrò
-cosa ne pensi?-
si aspettava che fossi sincero? mamma dice sempre di essere sincero ma mi pareva poco cortese offendere il mio affittuario poco dopo aver accettato la sua offerta...
-ehm... è caratteristico....-
lui mi sorrise fiero della sua casa, chissà poi perché...
-lo so è stupendo, c’è solo un po’ di disordine-
colsi al volo l’occasione
-ah ma non si preoccupi signor D! ci penso io: per sdebitarmi che ne dice se faccio un po’ di ordine?!-
lui sembrò pensarci un attimo, vagamente preoccupato
-ti ringrazio caro ma non so se sai dove vanno messe tutte le cose!-
-potrebbe supervisionarmi! così tiene quello che bisogna tenere e mi da l’ok per buttare quello che va buttato!-
lui annui più convinto
-ok, però non ora!-
si diresse verso il corridoio che dava, presumo, alle stanze fermandosi davanti all’ennesima porta laccata di nero, cominciavo a vederci un trend.
-ecco questa è camera tua!-
capitemi ero preparato al peggio perciò rimasi piuttosto sorpreso nel trovare una camera ordinata, spartana ma ordinata, tutto era bianco: pareti letto, lenzuola, armadi.
tutto bianco... mi sentivo quasi a casa!
-signor D è stupenda! grazie!-
lui mi guardò stupito con un sopracciglio arcuato disdegnosamente
-stupenda? ma è bianca! ci stava un mio collega che ora è a Berlino, un pazzo ti dico ha dipinto tutto di bianco come si fa?!-
non gli diedi bado ed entrai nella camera guardandomi intorno
la prima impressione si era rivelata fondata: con mia assoluta delizia non c’era una virgola fori posto: perfino le frange del tappeto erano perfettamente allineate e bianche
appoggiai la valigia all’armadio e feci una giravolta su me stesso
intanto il cartomante continuava a parlare, qualcosa a proposito di aggiungere decorazioni e di un bagno in comune
il secondo argomento mi preoccupava un po’ ma la preoccupazione avrebbe dovuto aspettare!
avevo passato una giornata orrenda e lunghissima.
l’unica cosa che volevo fare in quel momento era andare a dormire, al resto avrei pensato il mattino dopo.
mi girai verso il cartomante con la faccia più stanca ed innocente che potessi congiurare
-signor D io la ringrazio moltissimo! ma mi chiedevo: le dispiacerebbe molto se io andassi a dormire ora? sà è stata una giornata molto pesante e io sono veramente distrutto!-
lui si fermò a metà frase stranito
-andare a dormire? ora? ma sono solo le sette! oh bhè immagino che tu sia stanco, c’è tempo domani per far festa... va bene ve bene cercherò di non fare troppo rumore, se vuoi prepararti qualcosa da mangiare ti libero la cucina...-
scossi la testa, non avevo affatto fame tutto quel camminare mi aveva fatto venire la nausea
-non si preoccupi, le occupo solo un attimo il bagno, al cibo penso domani mattina quando mi sarò ripreso-
-oum... ok allora ti lascio... il bagno è in fondo al corridoio-
sorrisi mentre si chiudeva la porta dietro, finalmente un po’ di pace, una stanza ordinata, riscaldamento ed un tetto sopra alla testa!
poco male se il bagno sarebbe stato sicuramente un disastro: potevo farcela!
aprii la valigia e ne trassi il beauty case ed un pigiama pulito per poi dirigermi in fondo al corridoio ovviamente estremamente disordinato.
il bagno era come me lo aspettavo: completamente caotico
in un flash mi venne in mente il bagno di D’Annunzio, quello del Vittoriale per intenderci, più o meno avevano lo stesso numero di cianfrusaglie accatastate su mensole, mensoline e ripiani pericolanti.
rabbrividii raccapricciato ma mi lavai comunque cercando di metterci il meno possibile, in pochi minuti ero sotto le coperte pronto a dormire, ai problemi avrei pensato il giorno dopo.